Cos’è il Premio Bram Stoker?

Quanti di voi conoscono il Premio Bram Stoker?

Cosa sono quelle facce? Tranquilli, non è così grave. L’horror, in Italia, non è un genere che siamo abituati a vedere in maniera costante nelle varie classifiche annuali, è quindi normale aver sentito pronunciare di sfuggita il nome di questa premiazione mondiale dedicata agli scrittori dell’orrore.

Il Premio Bram Stoker, nonostante il suo legame stretto con le pubblicazioni di lingua inglese, è tra i premi americani di genere più prestigiosi. Viene conferito annualmente ad autori che hanno rappresentato al meglio, nell’anno della competizione, la narrativa horror attraverso varie categorie.

Nel 1987 nasceva la Horror Writer’s Association, un’associazione di scrittori dell’orrore con a capo uno degli autori più famosi e venduti del momento: Dean Kootz.
Subito dopo, nacque l’esigenza di istituire un premio che andasse ad incrementare la diffusione delle produzioni dell’intera l’associazione. Dopo molte polemiche che volevano il riconoscimento come esclusiva valorizzazione di prestigio e di profitto legato all’associazione stessa, in seguito a un’accesa votazione, diventò C-O-M-P-E-T-I-Z-I-O-N-E.
Nasceva così il premio omonimo di Bram Stoker, lo scrittore irlandese che nel lontano 1897, con il suo «Dracula», riuscì a lasciare il segno nella storia della letteratura.

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Così dal 1988, ogni anno, nel mese di Giugno per essere precisi, vengono decretati i vincitori. Sì, ho scritto bene: i vincitori. Il plurale è d’obbligo quando l’intera competizione ha premiato in tutta la sua storia ben quindici categorie e forme di narrazione diverse.
Una decina sono quindi anche le sculture annuali progettate da Steven Kirk appositamente per l’HWA, che vengono consegnate durante la sera della premiazione. Sono rappresentazioni di una casa stregata molto tetra alta 20cm caratterizzata da una porta tetra che si aprirà solo dopo la cena annuale dell’associazione, rivelando le rispettive targhette con i vari vincitori delle singole categorie.

Una decina sono quindi anche le sculture annuali progettate da Steven Kirk appositamente per l’HWA, che vengono consegnate durante la sera della premiazione. Sono rappresentazioni di una casa stregata molto tetra alta 20cm caratterizzata da una porta tetra che si aprirà solo dopo la cena annuale dell’associazione, rivelando le rispettive targhette con i vari vincitori delle singole categorie.

Quali sono le regole dello Stoker?

Sono poche e particolari, ma sono anche piuttosto rigide:

  • I libri partecipanti sono candidati dagli stessi membri della HWA.
  • Possono partecipare, durante l’anno della premiazione, tutti quei testi che sono stati pubblicati per la prima volta in lingua inglese senza nessuna distinzione geografica.
  • Il premio non viene assegnato da una giuria. Vale lo stesso concetto degli Oscar: i “risultati superiori” (superior achievement) decidono le sorti di ogni scritto.
  • Il caso di pareggio non viene ammesso.
  • Ci sono tre turni di votazioni:

  1. Fase uno: per ogni categoria si istituiscono 12 giurie di 5 persone cadauna e a queste si aggiungono i voti dei 1500 associati all’HWA.
    Alla fine della prima scrematura verranno selezionati 5 titoli dalle giurie di ogni singola categoria e 5 da chi ha preso più voti dagli associati.
  2. Fase due: nella seconda fase votano solo i 500 active member. Sono i professionisti del settore, tutti gli autori, gli editor, gli artisti, che hanno dimostrato all’associazione di avere un guadagno costante percepito dalla loro arte.
  3. Fase tre: verranno scremate le candidature fino ad avere 5 opere per ogni diversa categoria. Il vincitore viene nominato sempre dalla votazione degli active member tra le cinque nomination.

Quali sono le categorie premiate?

Come già detto le categorie a oggi premiate sono svariate e nel corso degli anni si alternano. Partiamo quindi dalle più significative:

Best Novel: premio assegnato al romanzo migliore. Il romanzo più solido, che più è riuscito a lasciare il segno. Devo qui elencare i primi tre vincitori della fine degli anni ottanta: Stephen King con «Misery», Thomas Harry con «Il silenzio degli innocenti» e Dan Simmons con il poco conosciuto (in Italia) «Danza Macabra».
Menzione particolare va ad altri autori come Peter Straub che – dopo King – è l’autore ad essersi aggiudicato per più volte il premio (ben tre!) e a Neil Gaiman che nel 2001 sorprese le giurie con il suo strabiliante «American Gods».

First Novel: Avete pubblicato la vostra opera d’esordio in lingua inglese? Questa è la categoria che potrebbe dare la svolta alla vostra carriera. Fa sorridere vedere tra i premiati autori che poi diventeranno le colonne di genere contemporaneo. Su tutti Joe Hill che nel 2007 vinse con «La scatola a forma di cuore».
Long Fiction e Short Fiction: Come non premiare il racconto? Due sono i premi ad esso dedicati. Tanti sono i maestri del racconto breve e lungo che si sono distinti più volte nel corso degli anni. Tra questi troviamo i già citati King/Straub, Thomas Ligotti e Joe R. Lansdale (secondo autore nella classifica di vittorie dell’intero premio).
Curioso come solo dal 1998 si sia pensato di valorizzare la short/long story.
Fiction Collection e Anthology: Altri due premi che dal ’98 premiano le raccolte di narrativa e le antologie migliori. Qualche nome? Richard Matheson e Ray Bradbury su tutti. Devo continuare?
Raccolta poetica: Ecco qui una categoria che da noi, nel nostro panorama, difficilmente avrebbe mercato. Più che citare nomi a noi sconosciuti, la vera domanda è: avete mai letto con costanza delle raccolte poetiche? Ve lo chiedo perché in America hanno anche un ramo horror in versi che viene premiato ogni anno. Non a caso in questa sezione, grazie ad Alessandro Manzetti, abbiamo anche gli unici due Bram Stoker assegnati all’Italia.
Saggio: Per quanto riguarda la non-fiction ecco che tra i vari nomi spunta più volte Robert Bloch e la recente vittoria di «On Writing», il bellissimo saggio sulla scrittura di Stephen King che è stato fuori catalogo per diversi anni. (Toc. Toc. Sperling, ci sei?)

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La Narrativa Illustrata: Chi ha detto che i fumetti sono prodotti per bambini? Chi ha detto che la Nona Arte debba essere esclusa?
Autori come Terry Moore, Alan Moore e Neil Gaiman sono stati al centro di numerose discussioni, polemiche e sottotrame. Poco importa quando lo Stoker lo vincono: «La Lega degli Straordinari Gentleman» e «Sandman». Capolavori grafici che dovrebbero essere seguiti da un silenzio mortale.
La competizione tende comunque a premiare solo la sceneggiatura, non gli illustratori.

Migliore Sceneggiatura: Premio che valorizza le sceneggiature più brillanti. Negli ultimi anni spiccano «Il sesto senso» e «Memento», seguiti dalla più recente serie televisiva: «American Horror Story».

Narrativa per ragazzi: Tutti assegnati dal 1998 al 2004. Con Harry Potter due premi vanno a J.K. Rowling. «Il prigioniero di Azkaban» e «L’Ordine della Fenice» sono due libri molto cupi, ammettiamolo e premiamoli senza discutere.
Altro autore che guarda ai più piccoli con grande credibilità è Neil Gaiman. Qualcuno ha detto Coraline? Esatto. Un romanzetto piccolo e spaventoso, premiato da premi letterari e da una trasposizione cinematografica.

Per ultimo, ma non per importanza, troviamo l’autore più visionario degli ultimi trent’anni: Clive Barker. Premiato nel 2004 grazie ad «Abarat», la sua saga fantasy/new weired (un grazie a Rizzoli che ha pubblicato recentemente il terzo volume).

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Clive Barker intervistato dopo la vittoria del 2004

Premio alla carriera: Infine ecco uno dei premi più attesi. Il premio che viene dato per onorare un’intera carriera e mettere quel nome tra gli immortali, sotterrandolo nella memoria della storia del genere. Fare una lista sarebbe un lavoro infinito, ma voi potreste pensare a tutte quelle penne che vi hanno fatto emozionare, sicuramente saranno in lista.

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I vincitori dell’edizione 2006

Andiamo verso la conclusione, immaginiamo la sera della premiazione. Tavoli rotondi ai quali numerosi scrittori – tra una portata e l’altra – discutono di zombie, vampiri e sangue.
Tra quel vociare si confrontano grandi nomi e nuove promesse tutte da scoprire, le penne del futuro.

Visto lo scarso interesse nostrano sono pochi i libri che arrivano in traduzione e, mentre i grandi nomi continuano a vendere milioni di copie all’estero, il nostro panorama è fatto di titoli ’80/’90, del tempo in cui qualcosa (oltre King) si vendeva. Molti di questi (escludendo poche eccezioni come le ristampe Gargoyle e le pubblicazioni di Independent Legions Publishing) sono fuori catalogo.

Le luci si spengono e il nome tanto atteso sta per essere annunciato. The winner is… Caitlín R. Kiernan!
Applausi concitati, con la speranza di poter guardare da più vicino questi nomi.
Ossa che sbattono. Tac Tac.

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tag #Horror #HorrorWritersAssociation #PremioLetterario