Corruzione: la giustizia di Don Winslow

Corruzione: la giustizia di Don Winslow Einaudi

New York è un cuore pulsante formato da frenetiche entità. Ogni suo distretto è un microcosmo autonomo in cui il bene e il male lottano ogni giorno per la conquista del domani. A regolare questo atavico scontro la Da Force, una sezione di agenti speciali.

Quelli che si muoveranno tra le pagine di «Corruzione», l’ultimo lavoro di Don Winslow edito Einaudi, sono infatti uomini duri, temprati dalla strada, senza nessuna paura.

Dopo il successo mondiale di libri come «Il potere del cane» e «Il cartello», Winslow torna tra le sue strade, abbandonando la narrazione corale per seguire l’inaspettata vicenda di Denny Malone, il poliziotto chiave per l’equilibrio di questa immensa città.

Corruzione ha avuto sul sottoscritto lo stesso effetto di una dipendenza, una cosa molto comune tra le strade della Grande Mela. Impossibile staccarsi da una storia costruita su un plot per certi versi visto e rivisto, ma narrata con l’abilità dei grandi narratori. Ritmo serrato, personaggi caratterizzati magistralmente e un’alternanza di momenti ironici e di inaspettata decadenza. Ecco la formula per poter spingere ogni lettore a concludere le 542 pagine del romanzo in poco meno di tre giorni.

Malone tiene a freno il suo distretto con le buone e le cattive, il male in alcuni casi sembra possa essere combattuto solo ad armi pari e sfociare nell’illegalità sarà cosa naturale. Così Don Winslow per combattere i mostri della malavita ne crea altrettanti, li mette subito nella posizione di chi ha commesso errori su errori e già ha indirizzato la sua vita verso la strada del non ritorno.

Malone è stato fottuto e dietro le sbarre di una cella andrà in scena un percorso di flashback e flashforward verso la distruzione di un uomo e delle dinamiche di potere esercitate da questo. Un Dio della strada, apparentemente intoccabile pronto però a crollare una volta ostacolato da un sistema più forte del singolo. È Davide contro Golia con gli omicidi, lo spaccio e la mafia.

–Sono indistruttibile,– dice Malone stringendola tra le braccia. Lo spruzzo della doccia si mescola alle lacrime sulla pelle morbida e marrone di Claudette.
–La vita sta cercando di ucciderci,– dice lei. 
La vita, pensa Malone, cerca di uccidere tutti. 
E ci riesce sempre.
A volte anche prima della tua morte.

New York viene restituita senza filtri, una città multietnica in cui il problema razziale resta ancora incisivo. Tutto può scoppiare per un fermo, per un video girato con un qualsiasi cellulare, per una parola di troppo.

Corruzione sembra mischiare in un risultato autentico il ritmo e il coinvolgimento di serie tv come The Wire ai romanzi di Chester Himes. Il passato si scontra con il presente, le regole di ieri con quelle di oggi e la gente continua a morire per una dose…ignara del significato di giustizia.

Pur avendo già assistito allo scontro tra potere contro potere, Winslow mi ha messo di fronte la contemporaneità di questo gioco mortale. Malone è lo specchio dei nostri desideri, dei fantasmi più nascosti, da sposare con un misto di coinvolgimento e ripugnanza. Le sue strade saranno il tavolo di una giustizia che ha allargato i suoi confini, confondendoli con il buio dei suoi vicoli.

Solo nella corruzione potremo cercare di ridefinire un ordine di questo mondo, solo nel marciume sembra possa essere nascosta la chiave per il futuro. La stessa che aspetta di sentire Malone per uscire dalle sbarre, la stessa che Winslow mi ha messo tra le mani mettendomi in seria difficoltà.

Autore: Don Winslow
Traduttore: Alfredo Colitto
Editore: Einaudi
Collana: Stile Libero Big
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tag #Americana #NewYork #Poliziesco

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