Il Canto della Pianura di Kent Haruf

Il canto della pianura di Kent Haruf nn editore

Non fatico ad ammetterlo: questo è stato l’anno di Kent Haruf, autore americano morto nel 2014, pubblicato in Italia da Rizzoli con scarsi risultati e riproposto con successo da NN Editore.

Il suo «Benedizione» mi aveva lasciato senza fiato, poi è arrivato «Canto della Pianura» ed è stata una nuova esperienza dalla quale difficilmente mi riprenderò.

Il secondo libro della Trilogia della Pianura ci riporta nella cittadina di Holt mantenendo la struttura corale tanto funzionale per questo tipo di storia: leggere i romanzi di Haruf, significa perdersi tra più voci, seguire percorsi di vita differenti accomunati da un senso profondo di difficoltà e infelicità.

  • Tom è un insegnante che cerca di ricucire il rapporto con una moglie che passa le sue giornate nel buio della sua stanza.
  • Ike e Bobby hanno un forte bisogno di una figura materna e l’ingenuità di chi ha appena compiuto dieci anni.
  • Victoria aspetta un bambino ed è stata cacciata di casa dalla madre.
  • I fratelli Mcpheron vivono da anni in solitudine lavorando la terra e stando ben lontani dai sentimenti forti.

Queste sono solo alcune delle voci grazie alle quali il lettore si potrà immedesimare.

Haruf descrive il quotidiano della vita di questi personaggi, i loro dolori e le loro paure con semplicità, senza virtuosismi inutili. Rileggere di Holt sarà come tornare a casa, sentire gli stessi odori, vedere gli stessi volti e affrontare nuovamente le difficoltà della vita.

Nel leggere il suo precedente «Benedizione» avevo scritto di un minimalismo emozionale che con questo romanzo viene accantonato, in favore di un testo più ricco e più sfumato. La realtà di Holt è vera, la sua descrizione è sentita. Rimane solo l’emozione sempre trascurata del sentirsi centrati a questo mondo, quella mai valorizzata e che scompare quando tutto ci cade addosso.

Quando comincia la vita vera sembra chiedere l’autore ai suoi personaggi?

Proprio Haruf cerca di condurli verso l’episodio chiave, l’esperienza personale in seguito alla quale tutto, anche se ricoperto dalla polvere delle piccole strade di una piccola cittadina americana, sembra ormai avvolto da un abbraccio di rassegnazione.

C’è troppa solitudine qui. Prima o poi morirete senza neppure aver avuto un problema in vita vostra. Non del tipo giusto comunque. Questa è la vostra occasione.

L’uomo però può rialzarsi. I buoni sentimenti possono dare forza, vivere la natura può irrobustirci e vivisezionare un cavallo può essere la metafora di una crescita interiore prima bloccata e ora aperta dallo squarcio di una lama.

Questo canto della pianura è quella colonna sonora che accompagna tutta la nostra vita. Come una lacrima segna un percorso su un viso polveroso, un canto di speranza, una preghiera sussurrata direttamente da Holt potrebbe scaldare il cuore di chiunque abbia deciso di ascoltare questa voce.

La Trilogia della Pianura:

Crepuscolo di Kent Haruf: il tramonto di un amore.


Benedizione di Kent Haruf e il minimalismo delle emozioni.

Autore: Kent Haruf
Traduttore: Fabio Cremonesi
Editore: NN Editore
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tag #Americana #Colorado #Holt

Da Holt:

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