Lucia Berlin: La donna che scriveva racconti

Lucia Berlin La donna che scriveva racconti

“I racconti di Lucia Berlin sono uno dei segreti meglio conservati d’America”.

Non ha dubbi lo scrittore Paul Metcalf e, come lui, critica e lettori sono rimasti estasiati dalle storie brevi di questa autrice dimenticata.

Con «La donna che scriveva racconti», l’editore torinese Bollati Boringhieri ha portato anche al pubblico nostrano questa voce tutta americana, paragonata ai grandi del racconto breve: Raymond Carver, Alice Munro e Grace Paley su tutti.

Ci troviamo di fronte a un’antologia ricca, un contenitore ben calibrato all’interno del quale brilla la migliore produzione della Berlin, la cui voce è tornata all’attenzione del pubblico solo dopo la sua morte – avvenuta nel 2004 -. Un fenomeno sempre più comune, quello degli scrittori illuminati dalla morte, ma che in questo caso ci rallegrerà con questa inattesa riscoperta.

Ogni esperienza raccontata farà parte di disegno più complesso, una trama più nascosta, in cui saranno i personaggi di questi scorci di vita a creare un vero e proprio universo autonomo. La voce delle numerose protagoniste sarà collegata da storie molto vicine che, accompagnate da una narrazione onesta e raffinata, permetteranno alla Berlin di indagare il reale nei suoi aspetti più profondi attraverso incontri, dipendenze, rapporti familiari e solitudini.

Mi ricordavo di mio padre che diceva sempre che la ragione per cui si viveva era prepararsi a restare morti tanto tempo.

Un senso di vuoto accompagnerà il lettore, la disperata intenzione di volerlo colmare attraverso una felicità tanto desiderata. Il passato e i suoi fantasmi saranno gli antagonisti di racconti mozzafiato come Lavanderia a gettoni di Angel o Manuale per donne delle pulizie.

Le Berlin racconterà ogni parte del suo essere, i vecchi rancori, quel destino così spietato che nulla permette, sottolineando la fatalità della vita stessa.
Da citare inoltre sono le tematiche a lei più care, quelle con le quali ha più combattuto: la paura della malattia e la dipendenza dall’alcool.

Così Dolore diventa il racconto più intenso, più rappresentativo, vede muovere due sorelle e la loro voglia di recuperare positività da un passato difficile. Leggendo ho affogato lo stesso dolore tra timori, un bicchiere e sorrisi amari.

Vedevi la morte agire su di lei. La morte guarisce, ci dice di perdonare, ci ricorda che non vogliamo morire soli.

I racconti sono il mezzo per raccontare la sua vita, una raccolta con intento autobiografico vedrà ospedali, scuole e miniere tra gli spazi che faranno da sfondo alla ricerca di queste solitudini. Gli stessi luoghi frequentati dall’autrice stessa, usati per evidenziare la misericordia e quella luce di speranza così lontana.

©: BUDDY BERLIN/LITERARY ESTATE OF LUCIA BERLIN

I paragoni con i maestri del racconto a stelle e strisce risultano forse esagerati. Non troverete in minimalismo carveriano, l’America di DeLillo e della Paley per non parlare delle figure femminili della Munro. Potrete trovare Lucia Berlin, una voce singolare non comparabile a nessuno. Una donna dimenticata che ha avuto il coraggio di mettersi a nudo e raccontarci il suo mondo. Lucia Berlin. La donna che scriveva racconti.

Autore: Lucia Berlin
Traduttore: Federica Aceto
Editore: Bollati Boringhieri
Collana: Varianti
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tag #Americana

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